Quali sono i fatti più divertenti e le leggende più strane legate all’Acropoli di Atene? In questo articolo ti parlerò di tutte le curiosità sull’Acropoli più famosa al mondo.
Sei pronto? Iniziamo!
IMPORTANTE! Prima di iniziare l’articolo, voglio metterti in guardia: l’Acropoli di Atene è una delle attrazioni turistiche più visitate in Italia e nel mondo. Con una stagione turistica che si protrae ormai per tutto l’anno è quasi certo che, quando vorrai visitarlo, troverai una lunga coda alle biglietterie. Per evitarlo, noi ti consigliamo di acquistare il biglietto online. Clicca qui sotto per prenotare il tuo ingresso e accedere all’Acropoli in un istante.

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Le 10 curiosità sull’Acropoli di Atene
Indice dei contenuti
- 1 Le 10 curiosità sull’Acropoli di Atene
- 1.1 La Dea Atena e il mito della fondazione dell’Acropoli
- 1.2 La processione delle Panatenee
- 1.3 Le feste Panatenee duravano nove giorni
- 1.4 Quello che vedi oggi non è il primo Partenone
- 1.5 Le trasformazioni dell’Acropoli
- 1.6 I furti dei marmi dell’Acropoli
- 1.7 Le tracce della guerra contro i Persiani
- 1.8 I numeri dell’Acropoli
- 1.9 Le illusioni ottiche del Partenone
- 1.10 Non era tutto bianco!
- 2 Conclusioni
L’Acropoli è il simbolo della classicità e della Grecia. Sicuramente quando penserai alla città di Atene ti verrà subito alla mente l’immagine della rocca sacra con il Partenone che domina la città, con le sue colonne imponenti.
Ma che cos’è un’acropoli? Devi sapere che il sito del Partenone non è l’unica ‘’acropoli’’ presente in Grecia, e nemmeno nel mondo!
Questo termine, deriva dall’unione delle parole greca ἄκρος cioè “estremo, in alto”, con polis, ” città”. La parola “acropoli” indica quindi la parte più alta e fortificata di un’antica città.
Quello che rende l’Acropoli di Atene così celebre è sicuramente la presenza del tempio di Atena Parthenos, che conservava un tempo la statua della dea in oro e avorio.
Ti starai chiedendo perché proprio Atena, in questo articolo ti parlerò delle leggende legate al Partenone e di molte altre curiosità, iniziamo!
La Dea Atena e il mito della fondazione dell’Acropoli

Secondo la mitologia è proprio dove sorge l’Acropoli che avvenne la disputa tra la dea Atena e il dio Poseidone per il possesso dell’Attica e che si narra che le tracce della contesa fossero custodite all’interno del piccolo tempio di Eretteo. Il mito racconta che sia Atena che Poseidone reclamavano l’Attica a Zeus, per possedere una regione della terra che li potesse onorare.
Per porre fine alla disputa si decise che la divinità che avrebbe fatto agli abitanti di Atene il dono più prezioso avrebbe vinto la contesa. Poseidone così, con il suo tridente, scosse la terra e ne fece zampillare le sorgenti ( secondo un’altra versione il dio fece sorgere dalla roccia un cavallo) , mentre la dea Atena impugnò la sua lancia e battendola al suolo fece nascere un ulivo dalle foglie d’argento. Dalle olive i greci ricavarono il prezioso olio, utile sia come alimento che come combustibile, e il loro re, Cecrope, decretò Atena vincitrice della disputa.
Devi sapere che in Grecia Atena era una delle divinità più amate : dea della guerra e della saggezza, proteggeva le città greche. Nell’Iliade rappresenta una delle più accanite sostenitrici dei greci durante la guerra di Troia.
La processione delle Panatenee
L’Acropoli rappresentava il fulcro della vita religiosa della città di Atene, simboleggiava il suo potere e la sua ricchezza e vi si svolgevano diverse manifestazioni in cui gli Ateniesi mostravano la propria devozione agli dei, in particolare ad Atena.
Tra le numerose celebrazioni, la più importante era quella delle Panatenee. Questa festività si teneva ogni quattro anni per onorare la dea Atena, con processioni, sacrifici e gare sportive.
Le feste Panatenee duravano nove giorni
- Durante i primi tre giorni svolgevano gare musicali e letterarie;
- Dopodichè, negli altri tre giorni successivi era la volta delle gare ginniche e di corse con i cavalli;
- Il settimo giorno si eseguivano le danze pirriche e si svolgeva una lampadedromia,una gara di corsa con le torce che terminava in una veglia notturna durante la quale si svolgevano canti e danze;
- A partire dall’alba dell’ottavo giorno aveva inizio la processione che dal Ceràmico saliva verso all’Acropoli, portando il nuovo peplo, ricamato dalle nobili fanciulle ateniesi, da far indossare alla statua crisoelefantina della Dea. La processione che terminava il sacrificio di oltre cento animali, tra bovini e pecore, la cui carne veniva distribuita alla cittadinanza;
- L’ ultimo giorno era dedicato a una gara navale.
Quello che vedi oggi non è il primo Partenone
Il Partenone attuale ha sostituito un tempio precedente, noto agli studiosi come Pre- o Proto-Partenone. Come spiega l’archeologa Ioanna Venieri, i persiani distrussero quel tempio e molti altri durante il sacco di Atene nel 480 a.C. A seguito della vittoria ateniese sui persiani, Pericle intraprese un grande progetto edilizio, che aveva l’Acropoli come punta di diamante.

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Le trasformazioni dell’Acropoli
Durante i Secoli il Partenone subì diverse trasformazioni. Durante l’impero bizantino fu trasformato in chiesa, sotto l’occupazione Turca il Partenone divenne una moschea e il vicino Eretteo, un harem.
L’acropoli che puoi osservare oggi, che sembra giunta intatta dall’età classica, non si presentava in realtà in questo modo. Nel 1832 il Regno di Grecia intraprese i lavori di restauro del sito e la filosofia dell’intervento fu quella di riportare alla luce il monumento così come era stato concepito nella grecia classica, demolendo tutti gli edifici medievali e ottomani costruiti nei secoli successivi.
I furti dei marmi dell’Acropoli

Nei primi anni dell’Ottocento diversi elementi del Partenone e del tempietto di Atena Nike furono asportati per opera del conte Lord Elgin e portati a Londra. Sono conservati oggi al British Museum e la Grecia ne chiede tutt’oggi la restituzione.
Inoltre devi sapere, che la maggior parte degli apparati decorativi che osserverai all’interno dell’Acropoli sono delle fedelissime copie. Gli originali rimasti , per motivi conservativi, si trovano all’interno del il Museo dell’Acropoli.
Le tracce della guerra contro i Persiani
All’interno dell’Acropoli di trova un antico memoriale di guerra. Attorno al 480 a.c., dopo la vittoria sui persiani, che saccheggiarono e incendiarono molti degli edifici presenti, gli Ateniesi decisero di raccogliere ciò che rimaneva dei loro monumenti e incastonarli in un nuovo muro, posto sul lato nord dell’acropoli, come memoriale. Gli oggetti che costituivano ormai dei detriti vennero invece bruciati e depositati in profonde fosse, andando a formare un altopiano artificiale , questo deposito archeologico prende il nome di colmata persiana ed è tutt’oggi visibile.
I numeri dell’Acropoli
Per la realizzazione degli apparati scultorei del Partenone furono impiegati 150 scalpellini e 50 scultori. Solo il 30% erano ateniesi e il resto dei lavoratori erano per il 20% schiavi e per il 50% meteci (liberi, residenti senza cittadinanza). Tra le maestranze che lavorarono alla realizzazione dell’Acropoli, vi era anche il filosofo Socrate che vi lavorò come scalpellino.
Per la realizzazione del solo Partenone vennero impiegati ben 13.400 blocchi di marmo pentelico.
Le illusioni ottiche del Partenone

Il Partenone è famoso per essere il modello per eccellenza dell’architettura dorica, se osservi con attenzione noterai diversi accorgimenti che gli architetti greci hanno escogitato per far apparire il tempio più armonioso e simmetrico all’occhio umano, delle vere e proprie illusioni ottiche.
Osserva le colonne: noterai che si restringono verso l’alto, questo artificio viene chiamato entasis, e serve a rimediare all’inevitabile apparenza di restringimento al centro del fusto che si verificherebbe naturalmente se il profilo della colonna fosse rettilineo, per via della prospettiva. Per lo stesso motivo anche il pavimento non è perfettamente dritto, ma curva leggermente verso l’alto.
Non era tutto bianco!

Tutte le decorazioni dei marmi del Partenone e degli altri monumenti dell’Acropoli erano arricchite da sgargianti colori e l’immagine che ne risultava doveva essere molto diversa da quello che vediamo oggi.
In passato, in età arcaica, ai tempi di Pericle così come in età ellenistica i greci utilizzavano i colori e se ne servivano per dipingere muri, templi, statue – utilizzando spesso il rosso, il blu egiziano e l’oro. Purtroppo con il passare del tempo le tinte non si sono conservate e questo ha tratto in inganno gli studiosi e gli artisti dell’800, tanto che la corrente del Neoclassicismo ripropose l’architettura classica come se fosse sempre stata completamente bianca.
Conclusioni
Eccoci giunti al termine di questo post sulle leggende e curiosità legate all’Acropoli di Atene. Se hai dubbi, domande o sei al corrente di altre curiosità, lascia un commento qui sotto, sarò felice di risponderti.

