Storia

Acropoli di Atene: Storia, Costruzione e Architettura

Sei interessato alla storia dell’Acropoli di Atene? Vuoi scoprire quali sono stati gli avvenimenti che ne hanno accompagnato l’evoluzione? Chi commissionò e progettò i suoi monumenti?

In questo articolo troverai una breve storia con gli eventi salienti che hanno interessato l’edificio e quella più approfondita, con cenni storici relativi all’architettura che caratterizza il Partenone e i monumenti più importanti della rocca Sacra di Atene.

Sei pronto? Iniziamo!

IMPORTANTE! Prima di iniziare l’articolo, voglio metterti in guardia: l’Acropoli di Atene è una delle attrazioni turistiche più visitate in Grecia e nel mondo. Con una stagione turistica che si protrae ormai per tutto l’anno è quasi certo che, quando vorrai visitarlo, troverai una lunga coda alle biglietterie. Per evitarlo, noi ti consigliamo di acquistare il biglietto online. Clicca qui sotto per prenotare il tuo ingresso e accedere all’Acropoli in un istante.

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Acropoli di Atene: storia in breve

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La fondazione dell’acropoli risale già all’epoca Micenea, quando, per via della posizione elevata del sito, una vera e propria rocca da cui poter scorgere con anticipo i nemici, vi fu fondata una cittadella fortificata che ospitava la residenza del monarca.

Tra il VI e il V Secolo, le condizioni politiche mutarono da una struttura monarchica a una forma di governo democratico, l’Acropoli passò da essere una cittadella abitata a diventare il centro spirituale dell’insediamento, dedicato al culto delle divinità. Il centro della vita della città venne spostato nell’agorà e la funzione strategica venne via via abbandonata, anche grazie alle nuove mura difensive più ampie che circondavano tutto il territorio abitato.

Nel VI Secolo a.c, sotto il tiranno Pisistrato l’area venne scelta per la celebrazione delle Panatenee, le feste dedicate alla dea Atena, e si iniziò a conferire agli edifici presenti un carattere monumentale, di questi monumenti non rimane più traccia, furono infatti distrutti durante le guerre contro i persiani, nel 480 a.c.

La ricostruzione dell’Acropoli, che puoi ammirare ancora oggi, si deve al volere di Pericle, il politico ateniese che nel V Secolo avviò un importante programma edilizio per celebrare la grandezza della città, e che ha il suo culmine in uno dei più celebri monumenti dell’antichità: il Partenone.

L’Acropoli rimase sempre il simbolo religioso e politico di Atene, ma soprattutto dei valori del mondo classico.

Durante la successiva epoca ellenistica e quella romana, che utilizzò l’arte greca come modello, i suoi edifici vennero restaurati e vi furono aggiunti nuovi monumenti.

Nel IX Secolo, durante il dominio bizantino, il tempio venne trasformato in una chiesa (questo comportò, oltre alla costruzione di un abside, una serie dei danni al fregio del Partenone, adattato nei punti in cui le forme pagane mal si armonizzavano con quelle cristiane), e nel 1458 in moschea, senza che vi furono apportati mutamenti sostanziali sotto l’occupazione musulmana.

Nel 1687, durante l’assedio dei Veneziani contro gli ottomani nella guerra di Morea, una bomba incendiaria raggiunse l’interno del Partenone, che veniva utilizzato come deposito delle munizioni turche, l’esplosione distrusse gran parte della porzione meridionale dell’edificio, che venne poi trasformato in una più piccola moschea.

Durante la guerra d’indipendenza greca contro l’impero Ottomano, tra il 1821 ed il 1829, l’Acropoli subì ulteriori danni.

A seguito della vittoria definitiva dei greci l’area divenne zona archeologica e nel 1832 il Regno di Grecia intraprese i lavori di restauro dell’Acropoli, a sovrintendere i lavori furono i due studiosI tedeschi Ludwig Ross e Eduard Shaubert. La filosofia dell’intervento fu quella di riportare alla luce il monumento così come era stato concepito nella grecia classica, demolendo tutti gli edifici medievali e ottomani costruiti nei secoli successivi.

Dal 1987 il complesso fa parte dei patrimoni UNESCO.

Nel 2009 venne inaugurato il Museo dell’Acropoli, che conserva tutti i reperti archeologici e gli apparati scultorei rinvenuti durante i restauri.

Acropoli di Atene: Storia approfondita e architettura

Il contesto storico

La costruzione dell’Acropoli di Atene avviene nel periodo storico che gli storici definiscono come età classica.

Questo lasso di tempo, che comprende un secolo e mezzo di storia, può essere suddivisa in due grandi fasi.

Nella prima, che giunge fino alla guerra del Peloponneso (431 – 404 a.c), Atene, capitale della regione chiamata Attica, rappresenta il fulcro e il riferimento della Grecia Classica, tanto che le realizzazioni nella capitale spesso giungevano ad appannare la produzione artistica degli altri centri della Grecia.

La scena politica della seconda metà del V Secolo,è dominata dalla figura di un grande stratega della fazione democratica, Pericle.

A seguito delle guerre contro i persiani le città ioniche, un tempo assoggettate agli arabi, si allearono con Atene formando un’alleanza che aveva il suo centro nell’Isola di Delo.

Per difendersi da un eventuale attacco persiano, tutte le colonie versavano annualmente dei tributi alla città di Atene (denaro, navi, offerte..), a tal punto che Atene diventò ricchissima e Pericle, figura controversa e persuasiva, si impadronì dei proventi della lega delica per ricostruire e abbellire l’Acropoli, nel malcontento generale degli alleati ionici.

Nel ventennio in cui Pericle deterrà il potere, verranno realizzati numerosi monumenti, che faranno di Atene la scuola artistica dell’Ellade.

A seguito della sua morte, avvenuta nella grande peste del 429, sarà la fazione conservatrice a salire al potere.

Dalla fine del V Secolo si apre invece una seconda fase, definita tardoclassica, che nel giro di un cinquantennio porterà alla crisi del sistema della pòlis e alla creazione dell’impero di Alessandro Magno.

Il complesso del Partenone e il cantiere dell’acropoli di Atene

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Nel clima politico e culturale dell’Atene del V secolo l’arte, in tutte le sue manifestazioni, riveste un grande valore sociale e politico. Nel giro di una generazione le diverse fazioni al potere ad Atene modelleranno il volto della rocca dell’Acropoli, sede dei culti più antichi e importanti della città.

In un primo momento, con Pericle al comando, Atene venne messa a capo delle città-Stato presenti nella Lega delio-attica, che riuniva Atene e molte città delle regioni della Ionia e dell’Ellesponto che avevano preso parte alle vittorie sulla Persia durante le guerre del Peloponneso.

Al fine di dare un impiego a migliaia di operai ed artigiani, Pericle promosse un importante progetto edilizio che portò alla costruzione di numerose meraviglie nell’Acropoli, compreso il Partenone.

Agli artisti viene demandato il compito di rappresentare la sua città, con un grandioso progetto di sistemazione organica della rocca sacra.

A proposito dei lavori di costruzione, il filosofo Plutarco scrisse:

Come materiali dunque si ricorreva a marmo, bronzo, avorio, ebano, oro, cipresso, le maestranze che li lavoravano e li mettevano in opera erano carpentieri, scultori, fonditori, scalpellini, doratori, incisori d’avorio, pittori, mosaicisti, cesellatori, fornitori di questi materiali erano mercanti, marinai, nocchieri per i trasporti marittimi, per quelli di terra invece carrettieri, vetturieri, aurighi, cordai, tessitori di lino, cuoiai, cantonieri, minatori, insomma, come lo stratego ha il suo esercito, così ogni mestiere aveva una ben organizzata massa di manovali che erano come uno strumento a disposizione… Crescevano le opere, mirabili per grandezza, inimitabili per grazia e bellezza, e gli artisti rivaleggiavano nell’esaltare, con la perfezione tecnica, il loro lavoro, ma più che tutto era stupefacente la rapidità. E fra tutti Fidia tutto decideva e di tutto era soprintendente, per incarico di Pericle.

La realizzazione del Partenone, il “tempio di Atena”, complesso esemplare del periodo classico, si colloca tra il 447 e il 432 a.C.

Il progetto è quello di un grande tempio che cancelli il ricordo dell’invasione persiana e celebri Atena, protettrice della città.

L’area scelta per l’edificazione del tempio si colloca nel settore meridionale dell’Acropoli. La spianata era già occupata in epoca arcaica da un cantiere per la costruzione di un tempio dedicato ad Atena Parthenos, ossia “vergine” Atena, mai terminato, e poi devastato, dai Persiani di Serse.

Il nuovo grande tempio ne sfrutta il basamento, ampliandolo e modificandone le proporzioni.

Incaricato da Pericle di sovrintendere a tutti i lavori dell’acropoli, fu l’artista ufficiale della capitale dell’Attica, lo scultore e architetto ateniese Fidia.

Al disegno di Fidia collaborano principalmente tre architetti: Ictino, Mnesicle e Callicrate.

Devi sempre considerare che i diversi monumenti, ma anche la storia della loro realizzazione e collocazione o gli architetti cui vengono assegnati gli appalti riflettono l’andamento della vita politica ateniese, divisa fra la fazione democratica al potere con Pericle e l’opposizione conservatrice.

Tale divisione è anche materializzata nella contrapposizione tra due scuole, quella di Ictino e Mnesicle, che prediligono l‘ordine dorico seppure arricchito di spunti ionici, e quella di Callicrate, di più intatta formazione ionica.

Nozioni di architettura da sapere

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Ma chè cos’è l’ordine dorico? E quello ionico?

Prima di iniziare a descrivere l’architettura dell’acropoli ci sono alcune nozioni di architettura che devi conoscere e che ti aiuteranno a comprendere meglio le mie descrizioni.

Sentirai spesso parlare di ordine architettonico.

Con questo termine si intendono una serie di regole geometriche e matematiche mediante le quali le dimensioni di ogni elemento di un edificio sono costantemente messe in rapporto tra loro e con le dimensioni dell’edificio nel suo insieme.

Questo significa ad esempio, che, posto come modulo iniziale il diametro di base di una colonna, la sua altezza sarà data da un multiplo di quel modulo e così via.

Tra gli ordini il più antico e maestoso è il dorico, così chiamato perchè legato alla stirpe dei Dori. Veniva impiegato esclusivamente nella costruzione dei templi e lo riconoscerai per le proporzioni massicce.

Gli elementi caratteristici dell’ ordine dorico sono:

  • il basamento, chiamato stilobate;
  • la colonna, ossia l’elemento portante, costituita dal fusto e dal capitello;
  • L’insieme degli elementi strutturali e decorativi che poggiano al di sopra dei capitelli prende il nome di trabeazione. La trabeazione è formata da tre elementi chiamati rispettivamente architrave, fregio e cornice. L’architrave è l’elemento su cui poggiano le travi del tetto ed è l’elemento che collega tutti i capitelli delle colonne. L’architrave è sormontato per tutta la sua lunghezza da un fregio, questo si sviluppa su tutto il perimetro del tempio ed è composto dall’alternarsi ordinato di metope e triglifi. Si tratta in entrambi i casi di lastre, le prime venivano inserite sulle testate delle travi,i secondi nello spazio tra una trave e l’altra. Mentre i triglifi sono riconoscibili per le quattro scanalature verticali, le seconde sono spesso decorate a bassorilievo.
  • Al di sopra del fregio, si trova la cornice, che ha la funzione di proteggere i bassorilievi dalle intemperie;
  • Le coperture dei templi presentano sempre dei tetti a capanna, le cui falde, in corrispondenza dei lati minori, formano due triangoli isosceli che vengono chiamati timpani;
  • L’insieme dei timpani e delle cornici che li contornano costituiscono i frontoni del tempio.

Il secondo ordine di cui leggerai in questo articolo ha origini orientali ed è lordine Ionico, prende anche lui il nome dalla popolazione che iniziò a utilizzarlo, gli Ioni.

Non mi soffermerò ad approfondire anche questo ordine, ma immagina che se la colonna dell’ordine dorico può essere paragonata alla massiccia potenza del corpo maschile, quella ionica è più simile alla slanciatezza e alla grazia del corpo femminile, motivo per cui veniva spesso utilizzato per la costruzioni di templi dedicati alle dee.

La maggiore slanciatezza è in parte conferita dall’introduzione del basamento, assente nel dorico, e dal capitello che riconoscerai facilmente grazie alle tipiche volute.

Adesso che hai appreso queste piccole nozioni posso iniziare a descriverti l’architettura dell’Acropoli!

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L’architettura del Partenone

Il progetto architettonico del Partenone si deve in gran parte all’architetto Ictino, affiancato in misura secondaria da un secondo architetto più anziano, chiamato Callicrate, e sotto la supervisione di Fidia.

L’analisi del monumento ha dimostrato l’esistenza di precisi calcoli matematici alla base della sua realizzazione, frutto di un compromesso tra la volontà di realizzare un edificio totalmente nuovo e la necessità di utilizzare elementi della precedente fabbrica. Allo stretto tempio della tradizione, con sei colonne in facciata, Ictino sostituisce un edificio ottastilo, una novità rispetto ai canoni tradizionali del dorico. Questo espediente produce l’ampliamento dello spazio a disposizione per la cella, larga a questo punto quasi 19 metri invece di 12.

Al suo interno lo sguardo, indirizzandosi alla colossale statua crisoelefantina (in oro e avorio) di Atena Parthenos realizzata da Fidia, percepiva la cella come uno spazio sgombro e totalmente autonomo rispetto alla struttura esterna dell’edificio.

L’effetto viene ottenuto con la soluzione, brillante e semplicissima, di due file parallele di colonne doriche sui lati lunghi della cella collegate sul lato breve opposto all’ingresso: il colonnato a U a due ordini, incornicia la statua lo e sostiene il soffitto a cassettoni, annullando la percezione della trave maestra.

Tradizione e innovazione si fondono anche nelle altre parti dell’edificio: nelle proporzioni delle colonne del peristilio (il portico colonnato che circonda il perimetro dell’edificio), potenti ma slanciate, come nella seconda fila di sei colonne doriche su ognuno dei lati brevi, ancora più sottili.

Sul lato opposto a quello della cella, inoltre, un’ampia apertura conduce dall’opistodomo (lo spazio retrostante la cella) a una camera quadrata: sono quattro colonne ioniche a sorreggere qui la copertura, raggiungendo l’altezza dei soffitti grazie alle slanciate proporzioni.

Dal punto di vista architettonico, colpisce nell’edificio la perfezione dell’effetto d’insieme, ottenuto con la messa in atto di correzioni ottiche, tipiche dell’architettura templare dorica, cui si sommano anche minime correzioni eseguite qui singoli elementi.

La cura nell’esecuzione dei minimi particolari è completata dalla decorazione pittorica e scultorea. Sulla struttura in marmo pentelico, l’uso della policromia, con toni di azzurro, rosso, oro, segnava alcuni elementi come le modanature e i cassettoni, sottolineando i volumi dell’edificio.

L’apparato scultoreo del Partenone

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La decorazione scultorea dell’edificio comprende le metope del fregio dorico, i frontoni con figure colossali e il fregio lungo 160 metri e alto un metro circa, che avvolgeva la cella per tutto il perimetro.

Migliaia di figure, ad alto e bassorilievo e a tuttotondo, sono probabilmente eseguite da diverse squadre di scultori nel quindicennio in cui si lavora alla fabbrica del tempio; esse registrano le svolte, le scoperte e le rivoluzioni formali che la scultura partenonica realizza in questo seppur breve periodo.

Le direttive imposte da Fidia, illustrate probabilmente da bozzetti in scala ridotta e modelli delle singole parti a grandezza naturale, vengono recepite dalle botteghe che partecipano alla fabbrica.

Le iniziali discrepanze stilistiche si amalgamano presto, e le mani dei diversi scultori si uniformano alle esigenze formali espresse dal sovrintendente ai lavori.

Anche una volta terminati i lavori sull’acropoli, l’impronta lasciata da Fidia nelle diverse botteghe sarà cosi potente da influenzare tutta la futura produzione attica.

Inoltre, la fabbrica del Partenone, nuova scuola di stile, materializzano un nuovo mondo etico e religioso, caratterizzato dal rinnovamento dei culti: le nuove forme sono per un nuovo mondo divino, quello dell’Atene di Pericle e del partito progressista, di cui Fidia rappresenta la voce.

Il fregio dorico, probabilmente il primo settore della decorazione a essere realizzato, è decorato con 42 metope raffiguranti soggetti diversi:

  • a est la Gigantomachia;
  • a ovest l’Amazzonomachia (rispettivamente la lotta contro i giganti e contro le amazzoni);
  • a nord la cosiddetta “Ilioupersis“, la distruzione di Troia;
  • a sud la Centauromachia.
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Ognuno di questi soggetti guerreschi tratti dal mito (o dall’epos) nasconde allusioni allegoriche più o meno strettamente connesse alla vicenda della città: nella lotta contro le Amazzoni, per prima sul lato occidentale visibile dall’accesso dell’acropoli, gli Ateniesi riconoscevano gli scontri con i Persiani, mentre la mischia con i Centauri, già rappresentata in altri monumenti come il frontone del tempio di Zeus a Olimpia, simboleggia più genericamente la lotta tra bestialità razionalità.

Il ripetuto tema dello scontro tra due figure viene risolto con soluzioni diverse che illustrano gli sforzi nella ricerca di schemi compositivi più o meno efficaci figure che si concentrano e si schiacciano all’interno di un triangolo che occupa la parte centrale dello spazio a disposizione, o che, viceversa, disegnando ampie curve, si allontanano dal centro in composizioni più aperte.

Le figure, scolpite in marmo pentelico, dovevano essere certamente arricchite da elementi in bronzo dorato; tracce di colore indicano che erano anche policrome, con parti in rosso e blu e particolari in verde, rosso e dorature.

L’apparato decorativo dell’edificio era completato da un elemento nuovo nel contesto dell’architettura di ordine dorico: il fregio interno, che come un nastro avvolgeva completamente la cella.

Vi è raffigurato, a partire dall’angolo sud-ovest, il tema realistico della processione delle Panatenee, le feste e i giochi in onore di Atena che venivano celebrati ogni quattro anni per nove giorni a partire dal 28 luglio, giorno della presunta nascita della dea.

Nel corso di questa festa, il corteo dei cittadini ateniesi attraversava la città affrontando poi la salita all’acropoli per celebrare nel suo tempio Atena, protettrice della polis.

A rilievo bassissimo è riprodotto il corteo dell’operosa e orgogliosa società ateniese: irrequieti cavalli e giovani cavalieri si inseguono in gruppi concitati a partire dall’angolo sud-ovest, procedendo verso nord e verso est e raggiungendo i carri preceduti dai musici e dai portatori delle offerte, che conducono gli animali al sacrificio.

La vitalità e l’impetuosità dei giovani cavalieri si stempera lentamente sino al lato orientale, dove il ritmo è scandito dalle pieghe verticali delle vesti delle fanciulle ateniesi che offrono il peplo sacro alla dea Atena.

Assistono alla scena gli eroi di Atene, responsabili e garanti della grandezza della città, e gli dei dell’Olimpo, ormai completamente umanizzati, sono distinti dai mortali solo per il fatto, che, seduti, vengono raggiunti in altezza solo dalle figure umane in piedi.

I due frontoni, probabilmente eseguiti tra il 440 e il 432 2.C., rappresentano il punto di arrivo della decorazione del tempio: sul frontone orientale la nascita di Atena, su quello occidentale la gara tra Atena e Poseidone per il possesso dell’Attica. Entrambi sono composti secondo il medesimo principio, con la rappresentazione nella zona centrale di un evento chiave, la cui tensione si dilegua procedendo verso gli angoli.

I due frontoni ospitano figure a tuttotondo, isolate o raggruppate in libere composizioni, in movimento o in riposo. Dioniso, coricato sul suo mantello, guarda il sorgere del sole, Afrodite si abbandona in grembo a Dione, accucciata; Iride si lancia a fermare il cavallo di Poseidone.

Gli altri edifici dell’Acropoli

Altri edifici completeranno la nuova sistemazione della spianata dell’acropoli, e ognuno di essi, con soluzioni architettoniche nuove, svolgerà il ruolo di pietra miliare per la storia dell’architettura greca.

I Propilei

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Intorno al Partenone sorgono inizialmente costruzioni che corrispondono al programma pericleo, volto alla realizzazione di edifici funzionali e complementari fra loro, nell’ambito di un organico piano urbanistico.

L’esigenza fondamentale è, in questa fase, la monumentalizzazione dell’area sacra.

Infatti, un eventuale accesso che doveva coronare le mura difensive doveva, inoltre, da un lato rispettare le esigenze dell’annuale processione delle Panatee, dall’altro risolvere il problema del forte dislivello tra la fine della ripida rampa di accesso all’acropoli e la quota della spianata.

Queste vere e proprie sfide della progettazione architettonica vennero risolte da Mnesicle, allievo di Ictino, con la realizzazione del volume dei Propilei; il nome significa letteralmente “presso le porte”, si tratta di un corpo di fabbrica in cui si compenetrano ordine dorico e ionico.

L’intersezione tra il piano orizzontale dell’acropoli e la pendenza della strada di accesso viene così risolta all’interno dell’edificio e in esso mascherata.

Dietro alle sei colonne doriche della facciata est, rivolta all’esterno e prolungata da due brevi ali perpendicolari, l’alto vestibolo è sostenuto da da due file di colonne ioniche, alte e slanciate la via processionale lo attraversa in salita sino all’ampia apertura carrabile al centro, mentre sui lati le porte più strette permettono l’accesso pedonale lato affacciato sull’acropoli, anche questo dorico ed esastilo, ripropone in scala ridotta le stesse proporzioni e membrature della facciata est del Partenone, che si presenta di tre quarti alla destra di chi esce dai Propilei. All’esterno, solo le altezze diverse dei tetti, in realtà invisibili a chi saliva all’acropoli, segnalano il dislivello tra facciata orientale e facciata occidentale.

Il complesso, che prevedeva due sale quadrate dietro le ali laterali del portico dorico orientale e due più ampie affacciate sulla spianata, non venne mai terminato per l’opposizione dei sostenitori dei culti più antichi praticati sulla rocca dell’ acropoli, i cui spazi venivano intaccati dal progetto di Mnesicle.

La fabbrica di Callicrate

A Callicrate, architetto che inizia la propria attività sull’acropoli collaborando al Partenone sarà assegnato, dopo la morte di Pericle e l’esilio imposto ai suoi architetti, l’incarico per la costruzione di nuovi edifici.

Nelle realizzazioni di Callicrate viene incarnata l’opposizione ai progetti periclei da parte della fazione conservatrice, che si esprime con i modi ionici più congeniali all’architetto: la collocazione dei nuovi edifici non risponde più a un piano organico di sistemazione della rocca del l’acropoli, ma segue piuttosto un programma di esaltazione dei culti tradizionali, con l’edificazione di monumenti preziosi anche nel materiale edilizio e riccamente decorati, molto rappresentativi ma poco utilizzati.

 Il piccolo tempio di Atena Nike

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Sul bastione che si prolunga a sud dei Propilei viene allora realizzato il piccolo tempio di Atena Nike (Atena vittoriosa), concluso nel 410 a.С.: una cella ampia e poco profonda si apre sulla facciata ornata da quattro colonne ioniche, replicate sul lato posteriore: il tempio è quindi anfiprostilo.

Sopra l’architrave, un fregio continuo scolpito e dipinto sui quattro lati arricchisce l’effetto decorativo del monumento, ulteriormente esaltato dalla balaustra che recinge il balaustra, ornata esternamente da figure di Nikai (le personificazioni della Vittoria). La ricchezza decorativa del complesso, in contrasto con la severità dei Propilei, documenta l’impronta ionica dell’arte ateniese di questo periodo.

L’Eretteo

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Nello stesso spirito, è realizzato tra il 421 e il 406 a.C. l’Eretteo, sul margine settentrionale dell’acropoli, l’attribuzione non è certa , molti considerano Filocle l’ideatore del tempietto, mentre alcuni affermano che venne realizzato ancora su progetto dello stesso Callicrate.

L’edificio si colloca presso un salto di quota della roccia. Al suo interno erano venerati l’ulivo donato da Atena, le tracce del tridente di Poseidone, la tana del serpente sacro, la tomba dell’eroe attico Cecrope.

La necessità di racchiudere questi culti molto antichi, legati a precisi luoghi dell’acropoli, in un unico corpo di fabbrica e l’irregolarità del piano roccioso condizionarono fortemente il progetto dell’edificio.

Il complesso venne concepito con volumi che si articolano su due assi che si incrociano a novanta gradi Lungo l’asse est-ovest si sviluppa il primo settore, un corpo di fabbrica rettangolare, aperto a est con un portico di sei eleganti colonne Ioniche da cui si accede alla vasta cella dedicata ad Atena.

Sul lato opposto la facciata, più alta per colmare il dislivello, e su due livelli, con quattro colonne murate che scandiscono pareti aperte da finestre e che si impostano su un alto muro. Quest’ultimo rappresenta il limite laterale del secondo settore, orientato perpendicolarmente al primo: a esso si accede dal lato settentrionale tramite un altro portico con alte colonne slanciate.

La porta monumentale si apre su un vano allungato illuminato dalle finestre della facciata occidentale: al fondo si trova la scala che conduce alla piccola loggia sul lato meridionale, sostenuta da sei figure di fanciulle, le Cariatidi. Le sei sculture sono attribuite alla scuola di Alcamene, collaboratore di Fidia pel cantiere del Partenone: la loro funzione di supporto viene mascherata dall’elegante grazia del corpo femminile avvolto nel peplo increspato di pieghe profonde, disteso nel punto in cui la gamba avanza suggerendo il movimento.

Tutti i volumi sono organicamente collegati anche grazie agli elementi della decorazione ionica, fra cui spicca il fregio che corona la sommità dei muri su tutto il perimetro della costruzione, con figure scolpite in marmo bianco sul fondo in pietra blu di Eleusi.

Domande frequenti

Che cos’è l’Acropoli di Atene?

L’acropoli, dal greco ‘’città alta’’ è un imponente sperone roccioso che domina la città di Atene.
Nel V secolo, periodo di massima espansione della città, in quest’area sorsero un complesso di edifici religiosi che celebravano la potenza e il dominio della città, tra questi il Partenone, i Propilei, il tempietto di Atena Nike.

Quali sono i monumenti principali dell’Acropoli di Atene?

I monumenti principali che sorgono sulla rocca dell’Acropoli di Atene sono il partenone,l’Eretteo, i Propilei, il tempietto di Atena Nike, il tempio arcaico di Atena, il Teatro di Erode Attico e il più recente museo dell’Acropoli.

Quando viene costruito il Partenone?

La costruzione del Partenone si colloca tra il 447 e il 432 a.C., si tratta di un complesso esemplare del periodo classico. Il progetto di un grande tempio che cancelli il ricordo dell’ invasione persiana e celebri Atena, protettrice della città.

Chi ha costruito l’Acropoli di Atene?

L’Acropoli venne costruita per volere di Pericle, che chiamò a sovrintendere i lavori l’artista ufficiale della città di Atene, lo scultore Fidia.
Al suo disegno collaborano principalmente tre architetti: Ictino, Mnesicle e Callicrate.

Conclusioni

Eccoci giunti al termine di questo lungo post sulla storia dell’Acropoli di Atene, in cui ti ho parlato della sua iconica architettura, e degli artisti che hanno contribuito a realizzarla e che con la sua maestosità continua ad affascinare i viaggiatori di ogni parte del mondo.

Se hai dubbi o altre domande, lascia un commento qui sotto, sarò felice di risponderti!

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